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Vigneti terrazzati

Sorretti da muretti a secco sono una peculiarità della Valle di Cembra Trentino

Sorretti da muretti a secco sono una peculiarità della Valle di Cembra Trentino. La Valle di Cembra, è profondamente incisa dal torrente Avisio e si presenta nella parte superiore come un lungo balcone di frutteti, boschi e vigneti terrazzati. 

Membro dell’ ”Alleanza Mondiale dei paesaggi terrazzati”, dal 2018 è anche patrimonio immateriale Unesco per “l’arte dei muretti a secco”, riconoscimento assegnato a 8 paesi europei (Italia, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera) e, recentemente nominata dal Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali “Paesaggio Rurale Storico d’Italia”.

È infatti del 10 ottobre 2020 la firma del decreto da parte del ministro Bellanova che sancisce l’inserimento della Viticoltura terrazzata della Valle di Cembra nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici.

Un risultato importante, frutto di un lavoro che inizia nel 2011 e che ha portato anche alla costituzione nel 2019 del comitato VIVACE (acronimo di Viticoltura Valle di Cembra), formato da enti pubblici, da rappresentanti delle realtà produttive e associazioni locali uniti nella missione di valorizzazione del territorio. Tra i prossimi obiettivi anche il riconoscimento GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage System, promosso dalla FAO) al fine di certificare a livello internazionale la valenza territoriale.

A sostegno del riconoscimento riportiamo il commento dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale Storico  al dossier inviato al Ministero:

"Il paesaggio della Valle di Cembra si estende su una superficie di 2.243 ettari, di cui il 30% destinato alla viticoltura terrazzata. La storia della Valle di Cembra inizia in epoca preistorica ma è a partire dal periodo medioevale che l’economia locale inizia a basarsi sull’attività vitivinicola con il rimodellamento delle pendici montane a fini agricoli. Grazie alla particolare vocazione dell’area alla coltivazione della vite, è stato possibile nel corso dei secoli dare vita ad una radicata cultura enologica che garantisce, ancora oggi, la produzione di vini di alta qualità mantenendo le caratteristiche del paesaggio storico. La presenza delle storiche cave di pregiato porfido rosso ha contribuito a ridurre i fenomeni migratori, assorbendo a partire dalla seconda metà del XX secolo molta manodopera; ciò  ha garantito il mantenimento dell’attività vitivinicola tradizionale che è diventata parte complementare dell’attività lavorativa continuando a costituire parte fondamentale della cultura e dell’identità della popolazione locale."

Questo primo riconoscimento porta la Valle ad essere ufficialmente uno dei sistemi produttivi agricoli più caratteristici del nostro Paese.